In Italia, muoiono dalle 1800 alle 2000 persone al giorno. 3 di queste, lo 0,15%, sono morti “sul lavoro”.

L’organizzazione Internazionale sul Lavoro (OIL) persegue l’obiettivo di sviluppare e accrescere la consapevolezza, a livello mondiale, delle conseguenze degli infortuni, mediante attività di formazione e assistenza a tutti i lavoratori.
I nuovi dati del rapporto OIL “A call for safer and healthier working environments” sottolinea che sono più numerose le morti che riguardano gli uomini rispetto alle donne. Ciò è strettamente correlato a quei lavori o settori che sono stati considerati “più pericolosi”, tra cui rientrano l’agricoltura, l’edilizia, la silvicoltura, la pesca e l’industria manifatturiera.
Il consiglio di amministrazione dell’OIL ha adottato la nuova Strategia globale sulla salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2024-2030, la quale incoraggia ad agire su tre pilastri:

  1. Rafforzamento della governance, promozione di dati affidabili e sviluppo delle competenze per migliorare i quadri nazionali di salute e sicurezza sul lavoro;
  2. Rafforzare il coordinamento, i partenariati e gli investimenti nella salute e sicurezza sul lavoro;
  3. Impattare sui sistemi di gestione della salute e sicurezza andandoli ad adattare ai pericoli, rischi, settori e occupazioni specifici, e tenendo conto di come le condizioni di lavoro possono influenzare la salute fisica e mentale dei lavoratori. Indispensabile è puntare sulla precauzione e creare consapevolezza in tutti i soggetti coinvolti, nonostante in Italia la situazione non sia eccessivamente preoccupante, tutt’altro. Ma è bene ricordare e sottolineare che la prevenzione non sia mai troppa.

Morti sul lavoro, quali i dati?

In Italia, i lavoratori sono circa il 40% dei circa 60MLN di abitanti (25MLN). Il lavoro ci impegna per circa 8h (delle 24h) al giorno; ciò vuol dire che 1/3 del tempo questo 40% di lavoratori lo passa al lavoro.
Quindi è come se il 30% del 40% della forza lavoro rappresenti “il tempo di vita” passato al lavoro dal popolo italiano – risultato 13,5%:

Come diceva Trilussa… se lavorassimo tutti (dagli 1 ai 100 anni di età), per soddisfare il tempo di lavoro totale necessario, basterebbe lavorare il 13,5% di 24 ore al giorno… cioè 3,5h.
Quindi, già “di nostro” avremmo mediamente il 13,5% di probabilità di morire sul posto di lavoro.
Ciò vuol dire che statisticamente, 270 persone delle 2000 che muoiono ogni giorno, dovrebbero morire al avoro… invece, sono solo 3.
3 morti sul lavoro al giorno, rappresentano l’1,1% dei 270 mediamente
previsti…
Questo vuol dire che il lavoro ci tutela al 98,9%.